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SPAIATI IN UN MONDO DI GEMELLI

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    maripetti
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    SPAIATI IN UN MONDO DI GEMELLI
    RIFLESSIONI CATASTROFICHE SULLA COPPIA

    Se si pensa alle coppie ci viene subito in mente il concetto di amore, inteso appunto come l’unione di due persone, quelle che definiremo anime gemelle. Sull’amore si è scritto tanto e forse anche sul concetto di coppia, ma in questa sede mi vorrei concentrare brevemente non solo sul concetto di coppia ma anche su quello di anime gemelle. L’anima gemella è colei che è designata a completare l’altra ed entrambe sono destinate da sempre ad ambire a questa unione considerata sacra.
    Il fatto è che, a volte, questo concetto molto poetico e significativo, viene leggermente travisato, incappando e sottolineando la parola gemello, quasi ad indicare la coppia come un insieme di individui simili, quasi a marcare il vecchio detto “chi si assomiglia si piglia”.
    Nulla è dato per certo o per scontato.
    Ognuno ha la sua scuola di pensiero, ovviamente: per molti sarà comunque vero il fatto che il gemello, un po’ come un duplice Narciso, sia la chiave per una coppia felice. Prendendo per vera questa visione di pensiero, potrebbe effettivamente capitare di scorgere delle coppie composte da “gemelli”, ma per quanto sono destinate a durare?
    Forse il tempo di una fugace riflessione attraverso lo sguardo del presunto simile.
    La verità è che siamo abituati a questa visione distorta della coppia, come se fosse prerogativa di tutti ricongiungersi a coloro che più ci rassomigliano.
    La vita però è un po’ più complicata se ci si pensa, così come sono complesse le dinamiche di una determinata coppia. È quasi irreale pensare di trovare la persona in cui rivedere tutto ciò che siamo come se ci riflettessimo in uno specchio. La vita non è fatta di specchi, ma di cicli, come quelli della lavatrice. E nella lavatrice ci si ritrova e ci si riperde, come nella vita, appunto, e come fanno anche i calzini. Se ci si pensa la dinamica è la stessa di quella della coppia, intesa come insieme di due individui: il calzino non è nato per essere solo, nasce per essere doppio perché i piedi sono due; in principio i due sono identici, speculari, a volte non ci si pensa neanche ad un paio di calzini spaiati. Eppure un bel giorno può accadere: ciò che ci sembrava scontato, una coppia di simili, viene separato da un nefasto evento (il famoso ciclo della lavatrice menzionato prima).
    Sicuramente anche qui ci sono molti modi di agire: il calzino si butta perché da solo non può essere indossato o viene semplicemente abbandonato in un cassetto.
    Accade anche a noi di sentirci in uno stato simile al calzino spaiato, un calzino che non ha posto in questo mondo proprio perché ha perso la sua metà.
    Ma se ci si riflette non è quello lo scopo della vita e nemmeno quella del calzino.
    Che guadagno ci sarebbe nel vivere ogni giorno con qualcuno che del tutto simile a noi? Ci sarebbe una crescita per entrambi?
    È qui che ci si presenta una terza via, quella del recupero del calzino e della sua valorizzazione come unico, spaiato.
    In un mondo in cui tutti sembrano gemelli, essere spaiati sembra essere la scelta più saggia per sentirsi più colorati, complementari e allo stesso tempo più completi. D’altronde anche il concetto di anima gemella, tralasciando la radice profetica legata al destino della coppia già decisa a priori, ribadisce la complementarietà dei due individui. Essere spaiati però va ben oltre: è come una vera e propria accettazione e presa di posizione di sé stessi e quindi dell’accettare il diverso che diventa fonte di ricchezza in tutti i sensi, in particolar modo nel contesto di coppia.
    Il ciclo della lavatrice che sembra quasi una sciagura, come del resto la vita stessa, appare invece come un veicolo per la formazione della vera coppia: quella formata da individui diversi.
    Ciò dovrebbe essere anche un po’ il monito di tutti coloro che si sentono soli o che hanno vissuto una vita infelice tra simili: in un mondo di giusti e di coppie tutte uguali è normale sentirsi sbagliati; ci si isola e ci si chiude nel proprio cassetto. Ma se non si è avuto il coraggio o la fortuna di buttarsi in un cestino, c’è ancora speranza: vuol dire che ci si sente ancora nuovi, elastici, seppur in pezzi.
    I giorni nei cassetti prima o poi giungono al termine per tutti: arriverà per ognuno di noi il nostro compagno spaiato.

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